Abstract
Negli ultimi venti anni si è assistito a un'enorme crescita del numero delle operazioni di buyback.
Tuttavia non si è ancora giunti a una chiara comprensione di questo fenomeno, anche a causa delle limitate informazioni disponibili su tali decisioni finanziarie.
Scopo di questo articolo è controllare le principali ipotesi sulle motivazioni sottostanti a un’operazione di buyback analizzando l'effetto degli annunci di riacquisto di azioni sulla performance delle società quotate prima e dopo la discontinuità costituita per l'Italia dall'introduzione nel 1998 della riforma dei mercati finanziari.
Dall’analisi empirica emerge che la riforma, introducendo più rigorosi criteri di corporate governance e trasparenza, ha incrementato il volume e la frequenza degli annunci di riacquisto azionario, come pure il numero di aziende che hanno fatto ricorso a questo strumento.
Infine, la reazione del mercato ai buyback, misurata dai rendimenti anomali il giorno dell’annuncio (AR) e dai rendimenti anomali cumulati (CAR), si è invertita con un passaggio dei CAR a lungo termine da negativi a positivi.
| Lingua originale | Italian |
|---|---|
| Rivista | ECONOMIA & MANAGEMENT |
| Volume | 2 |
| Stato di pubblicazione | Pubblicato - 1 gen 2007 |
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