Abstract
Il problema del fenomeno jihadista coinvolge i nodi cruciali della convivenza all’interno dei sistemi democratici di tradizione liberale. In particolare, le politiche e le soluzioni, tanto legislative quanto amministrative, poste in essere nel sistema giuridico italiano al fine di contrastare in chiave preventiva i pericoli derivanti dai fenomeni di terrorismo di matrice islamista mettono a dura prova la tenuta dei principi fondanti dello Stato di diritto e soprattutto pongono il delicato problema di capire fin dove l’interesse alla sicurezza possa legittimare la sospensione di diritti tanto soggettivi quanto collettivi. L’articolo in altri termini, si domanda se vi sia o non un diritto alla paura e un conseguente diritto a vedere sospese garanzie costituzionali al fine di garantire la incolumità personale dei singoli consociati.
| Titolo tradotto del contributo | [Machine translation] Right to fear and duties of social solidarity in the current Italian regulatory framework. A difficult coexistence |
|---|---|
| Lingua originale | Italian |
| pagine (da-a) | 351-374 |
| Numero di pagine | 24 |
| Rivista | Quaderni di Diritto e Politica Ecclesiastica |
| Volume | 2 |
| Numero di pubblicazione | 2 |
| Stato di pubblicazione | Pubblicato - 2019 |
OSS delle Nazioni Unite
Questo processo contribuisce al raggiungimento dei seguenti obiettivi di sviluppo sostenibile
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SDG 16 Pace, giustizia e istituzioni solide
Keywords
- costituzione
- diritto penale del nemico
- immigrazione
- islam
- paura
- principo di legalità
- sicurezza
- stato di diritto
- terrorismo religioso
- tortura
Fingerprint
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