Abstract
Qual è il rapporto tra agende di ricerca e contesti? O tra istituzioni e processi storici e sociali? A quali condizioni possiamo parlare di “innovazione” per le Humanities? Il discorso umanistico sembra avere il vantaggio di un’estrema mobilità: può reinventare di volta in volta il proprio “oggetto” e non appare rigidamente vincolato a repertori antiquari prefissati. L’ampio dibattito internazionale sul futuro delle discipline storiche e sociali prefigura trasformazioni di rilievo mentre nuovi ambiti di ricerca dissolvono barriere disciplinari.
| Original language | Italian |
|---|---|
| Journal | ROARS REVIEW |
| Publication status | Published - 1 Jan 2013 |
| Externally published | Yes |
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